Questi farmaci hanno per lo più un beneficio modesto, ma in alcuni casi anche consistente in particolare sul tremore, per cui è raro un buon controllo della sintomatologia e spesso il malato chiede un rafforzamento della cura. Una serie di osservazioni effettuate soprattutto nell’ultimo decennio hanno invece messo l’accento su una serie di problematiche non motorie che possono riguardare la sfera affettiva (ansia, depressione), cognitivo-comportamentale (disturbi della memoria, allucinazioni, apatia, disturbi del sonno, demenza ecc. Nella malattia di Parkinson il circuito motorio è alterato nel suo funzionamento (Circuito striato-pallido-talamo-corticale) (Figura 6). Come detto il soggetto parkinsoniano presenta delle compromissioni alle strutture cerebrali che svolgono funzioni cognitive e di controllo motorio. È stata descritta per la prima volta nel 1817 da James Parkinson, un medico britannico che pubblicò un saggio su ciò che lui chiamava la paralisi agitante; in questo saggio espose i principali sintomi della malattia, a cui più tardi è stato dato il suo nome. Vediamo di rendere chiaro questo metodo e di capire in che cosa consiste. La ricerca si è concentrata sul ruolo di alcune molecole, dette resolvine.Gli esperti hanno dimostrato che la proteina alfa sinucleina, nota per essere tra i responsabili dello sviluppo della malattia di Parkinson, causa precocemente delle disfunzioni dei neuroni dopaminergici.Tra le conseguenze c'è anche un'aumentata neuroinfiammazione associata a bassi livelli di resolvina D1, come è . Al momento soffrono di Parkinson circa 200 mila italiani di cui la maggior parte ha tra i 60 e i 65 anni, nel pieno di una vita attiva. Un nuovo studio pubblicato oggi nelle scienze di cervello, pazienti di manifestazioni con la malattia del Parkinson del delicato--moderato (PD) può rallentare il progresso della malattia partecipando Sono queste alcune avvisaglie con cui si manifesta il morbo di Parkinson, che di solito ha una età media d'esordio intorno ai 60 . Contenuto trovato all'interno – Pagina 30... una grave malattia neurologica e degenerativa, per cui non ci sono cure per guarire, si può solo rallentare. ... Durante la pausa pranzo mi avvicino a Cristina, la socia che ha risvegliato il mio interesse, e le chiedo come il suo ... Contenuto trovato all'interno – Pagina 4717... è invece potenzialmente utile nella sindrome di Wolff - Parkinson - White , in quanto in grado di rallentare fino al ... numerosi studi popolazionistici e familiari hanno chiaramente indicato come una base genetica lità specie se ... In modo più specifico è utile che un paziente si sottoponga a cicli di fisiochinesiterapia (FKT) passiva quando la rigidità muscolare “blocca” le articolazioni e ne riduce la possibilità di movimento. Contenuto trovato all'internoOltre che per l'azione di combattere i sintomi motori del Parkinson, attenuandone sensibilmente le problematiche correlate, Angel's Wings si è dimostrato utile anche scopo preventivo, nel rallentare la progressione dei sintomi stessi. Anche per combattere i sintomi del Parkinson scende in campo la ricerca scientifica.. Tremori, rigidità muscolare, difficoltà a controllare il proprio corpo. Iscriviti alle nostre e-newsletter per rimanere sempre informato. Ebbe la fortunata idea di somministrare la L-Dopa ai topolini che avevano assunto la reserpina ed osservò che i sintomi “parkinsoniani regredivano completamente”, questo perché la L-Dopa veniva trasformata in dopamina proprio nello striato e determinava il ritorno ad una condizione di normalità. Specialista in Medicina alternativa (agopuntura, omeopatia...) e Fisiatria, Specialista in Medicina generale e Medicina alternativa (agopuntura, omeopatia...), Contatta il migliore specialista nella tua città, Specialista in Ortopedia e traumatologia e Medicina alternativa (agopuntura, omeopatia...), Specialista in Ecografia e Medicina alternativa (agopuntura, omeopatia...), Specialista in Otorinolaringoiatria e Medicina alternativa (agopuntura, omeopatia...), Specialista in Oncologia e Medicina alternativa (agopuntura, omeopatia...), Specialista in Psicoterapia e Medicina alternativa (agopuntura, omeopatia...), Specialista in Urologia e Medicina alternativa (agopuntura, omeopatia...). La possibilità di antagonizzare l’effetto della reserpina con la L-Dopa, come dimostrato da Carlsson nell’animale da esperimento ha suggerito ad altri ricercatori l’idea di provare questa stessa sostanza, la levodopa, anche nell’uomo colpito dalla malattia di Parkinson. Una coppia di molecole potrebbe essere il freno in grado di rallentare l'avanzata del morbo di Parkinson. Si potrebbe concludere di avere risolto così il problema della cura della malattia; è necessaria purtroppo la massima cautela. Contenuto trovato all'internoI trattamenti, nei casi più favorevoli, specialmente didemenza vascolare, riescono solo a rallentare la progressione della malattia. Nel Parkinson, invece è stato individuato un piccolo nucleo dicellule situate alla base del cervello ... Parkinson, individuate molecole che possono rallentare morbo. Le fluttuazioni motorie e le ipercinesie realizzano la cosiddetta “fase scompensata della malattia”. Non vuoi ricevere il materiale a casa ma vuoi rimanere informato? Quando i movimenti involontari sono più intensi, bruschi, e generalizzati diventano causa di impedimento, limitando la capacità di muoversi del malato, e disturbando l’azione volontaria, quale ad esempio tutti gli atti necessari per l’alimentazione. Salve. Con la scoperta del deficit di dopamina e della terapia dopaminosostitutiva con levodopa alla fine degli anni ’60, la chirurgia è stata sostanzialmente relegata in secondo piano. Dr. Francesco Candeloro, Specialista in Medicina alternativa (agopuntura, omeopatia.). Questa attività risponde anche allo scopo di far socializzare il paziente e al contempo di migliorarne il tono dell’umore. Tutti i diritti riservati. Le DDC vengono bloccate dalla carbidopa e dalla benserazide contenuti rispettivamente nel Sinemet e nel Madopar. "Lo studio - spiega Nicola Mercuri, Ordinario di Neurologia dell'Università di Roma Tor Vergata, coordinatore della ricerca - ci ha permesso di dimostrare che la proteina alfa sinucleina, nota per il ruolo chiave . Lo sviluppo della malattia di Parkinson potrebbe essere rallentato grazie alle Resolvine, molecole prodotte dal nostro organismo per . Riceverai a casa tua, gratuitamente, la rivista ParkinsoNews e sarai tenuto aggiornato attraverso la newsletter sulle ultime novità. Un nuovo studio mostra che l'esercizio fisico può aiutare a rallentare il declino cognitivo per alcune persone con la malattia. Contenuto trovato all'interno – Pagina 60Quando si manifesta così tare chi è colpito da Parkinson in età giovanile , basata presto , il Parkinson evolve fino alle ... Molti pazienti risultati positivi ai test ci chiedono , per esempio , se esistono farmaci per rallentare la ... L'esame resta molto specifico ma va inquadrato clinicamente con lo specialista che certamente lo avrà consigliato. Contenuto trovato all'internoFinalmente rimasti soli, Carla volteggiò per il salotto come un folletto riordinando e pulendo. ... per mio padre e allora sono andata in farmacia e mi hanno riferito che servono per rallentare l'aggravarsi della malattia di Parkinson. Contenuto trovato all'interno – Pagina 871Anche nel Parkinson, a causa della perdita delle connessioni nervose tra diverse aree del cervello compariranno, col progredire della malattia, altri segni come la depressione, cambiamenti emozionali, difficoltà nella masticazione o nel ... Studi precedenti dimostrano che per ridurre il rischio di sviluppare il Parkinson bisogna bere caffè. Infatti tali fattori sono in grado intervenire sul processo di invecchiamento e prevenire . Il trattamento della malattia di Parkinson pone in primo piano la terapia farmacologica. La scoperta della L-Dopa, o levodopa, è dovuta alla fortunata coincidenza del lavoro svolto da due ricercatori, che operavano autonomamente ed indipendentemente l’uno dall’altro, il dr Carlsson ed il dr Hornykievicz. Non è meglio ritardare l’inizio della cura?”. Il ragionamento che sta alla base di questa proposta è molto semplice, se io ritardo l’assunzione della medicina, le complicanze verranno più tardi. La dopamina è un importante elemento chimico necessario non solo per coordinare propriamente i movimenti del corpo, ma anche per cose come imparare, aumentare la motivazione e regolare l'umore. Psicologia, demenza, PREVENZIONE, Alzheimer, declino cognitivo, "L' Alzheimer è particolarmente triste e orribile perché il paziente perde il proprio Io molto prima che il corpo muoia".Jonathan . Contenuto trovato all'interno – Pagina 37La volontà basta alcune rallentare la tensione muscolare , come il tremore ; il che conferma ancor più questa veduta . ... Pierret , il quale vuole assegnare a parecchi casi di morbo di Parkinson una origine reunatica , insiste ... Storicamente la terapia chirurgica è stata la prima opzione adottata per il trattamento della malattia di Parkinson. Gli inibitori delle MAOB vengono da tempo utilizzati nella terapia del Parkinson. Successivamente, quando sono stati manifesti i limiti della terapia farmacologica (sindrome da trattamento a lungo termine), vi è stata la necessità di nuove strategie terapeutiche per migliorare la qualità di vita dei pazienti. A casa sarà anche possibile fare esercizi di allungamento e di attivazione muscolare con il supporto di programmi video, con la periodica supervisione di un terapista. Esistono però altri farmaci per la terapia della malattia in grado di controllarne i sintomi, per cui si può proporre di incominciare con uno di questi: dopamino agonisti, inibitori MAOB, anticolinergici, amantadina. Il problema non è così semplice perché si è visto che i principali fattori che facilitano la comparsa degli effetti collaterali sono la gravità della malattia, la rapidità di progressione della malattia e l’età di esordio della stessa (prima dei 60 anni). Inibitori MAOB. Prima dell'effettiva insorgenza della malattia e della comparsa dei sintomi motori, molti sono i segnali che possono manifestarsi, segnalarci il rischio di sviluppare il Parkinson e spingerci a sottoporci ad un controllo neurologico. IBAN dell'Associazione Pisa Parkinson IT92 M030 6909 6061 0000 0167 359 Banca Intesa San Paolo N.B. Inaugurato alla sezione di Pisa dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare un nuovo 'super computer' che con criteri di intelligenza artificiale dedicati all'analisi di immagini mediche può ottenere la diagnosi precoce di malattie cerebrali come il Parkinson e altre patologie neurodegenerative. Abbiamo visto come gli entusiasmi suscitati dal primo intervento di autotrapianto siano poi stati smentiti del tutto, per cui prima di fare certe asserzioni è necessaria la massima sicurezza. Salve, a mio padre di 86 anni è stato riscontrato quanto segue: indagine pet valutata dopo ricostruzione su piani assiali,... Gentile signora il tumore del papà è diffuso a tutto l'organismo e il papà ha 86 anni. Contenuto trovato all'interno – Pagina 598Benché poi l'obiettivo ultimo della terapia genica nei pazienti affetti da malattia di Parkinson sia quello di rallentare o ribaltare il processo neurodegenerativo, vi è anche un approccio di terapia genica esclusivamente sintomatica. Infatti a questa dose la molecola ha dimostrato di essere in grado di modificare il decorso di malattia. Ricercatori italiani sono riusciti a contrastare il processo neurodegenerativo alla base della malattia di Parkinson grazie alle Resolvine, molecole prodotte dal nostro organismo per riparare i danni provocati da infiammazioni. Contenuto trovato all'internoLa ragione principale è che le sostanze che vengono utilizzate come farmaci sono molecole, le quali interagiscono ... di rallentare enormemente la probabilità di trovare una cura per malattie oggi incurabili, come Alzheimer, Parkinson e ... Lo dimostra uno studio congiunto. La prevalenza della malattia è pari all'1-2% della popolazione sopra i 60 anni e al 3-5% della popolazione sopra gli 85 anni. Contenuto trovato all'interno... fare nel modo migliore con tutte le sue forze fino intorno ai suoi sessanta, che per come aveva vissuto valevano venti più di quelli fino a quando il Parkinson aveva iniziato inesorabilmente a rallentare i pensieri insieme ai passi. Ci si accorse purtroppo che l’efficacia era minima o nulla per cui questa procedura venne abbandonata. In genere, queste difficoltà si realizzano insieme a severi problemi di articolazione della parola. Stando così le cose si è cercato di utilizzare delle strategie terapeutiche che riducessero il rischio di comparsa di questa fase, che è anche identificata come “sindrome da trattamento a lungo termine con levodopa”. Questo inibitore MAOB ha provato la sua efficacia in monoterapia ed iniltre lo studio ADAGIO ha dimostrato che questa molecola impiegata alla dose di 1 mg al giorno è in grado di modificare il decorso naturale della malattia. Quando il problema dovesse diventare così severo da comportare una riduzione importante dell’apporto alimentare con dimagramento ragguardevole e il rischio di infezioni polmonari da aspirazione di alimenti occorre provvedere a una gastrotomia (PEG) per una alimentazione diretta. Il morbo di Parkinson può rallentare grazie a un farmaco utilizzato contro l'ingrossamento della prostata. Oggi però è possibile rallentare l'invecchiamento come è stato dimostrato dagli studi più recenti sulla regolazione del codice genetico, utilizzando i fattori di crescita e differenziazione delle cellule staminali. Tali complicanze si verificano in una percentuale molto bassa (all’incirca 1%) e sono tanto meno frequenti quanto maggiore è l’esperienza specifica dell’equipe chirurgica. alcuni disturbi del sonno); negli altri casi sono eventualmente proponibili i presidi terapeutici utilizzati quando le stesse condizioni si manifestano al di fuori della malattia di Parkinson. La difficoltà a deglutire è un problema che va affrontato con attenzione, nei pazienti con malattia di Parkinson. Molti pazienti ascoltano musica ritmica per sbloccare il movimento delle gambe; è il principio della “stimolazione ritmica uditiva” che viene applicato in contesti specifici per la riabilitazione del cammino con l’utilizzo di musiche rinascimentali. Lo studio. Più di 1100 pazienti hanno partecipato a questo studio durato 18 mesi. I principali farmaci dopaminoagonisti oggi disponibili nelle nostre farmacie sono: ◦ bromocriptina (Parlodel alle dosi di: 2,5-5-10 mg ) Anche i farmaci dopaminoagonisti arrivano nel cervello, ma all’opposto della levodopa, che deve essere trasformata dalle cellule nervose in una altra sostanza (la dopamina) per potere avere un effetto terapeutico, i dopaminoagonisti vanno a stimolare direttamente (di qui il nome di dopaminoagonisti diretti) il recettore dopaminergico, che è una zona specializzata della cellula nervosa, alla quale la dopamina stessa ed il farmaco dopaminoagonista si devono legare per poter agire. In queste sessioni sarà il fisioterapista ad applicare uno “stretching” passivo di allungamento muscolare, con particolare riguardo alle spalle, alle anche e al tronco. Il testo, però, non è solo frutto di esperienze vissute sulla propria pelle, ma raccoglie anche indicazioni su come gestire la malattia, provenienti da più parti, in una visione globale del malato di Parkinson, visto come persona da curare non solo con i farmaci, ma da sostenere anche con percorsi di supporto e accompagnamento, nell'ottica . Inoltre bisogna ricordare che non ci sono studi controllati che confermano l’efficacia di questi farmaci e che una volta introdotti in terapia è piuttosto difficile sospenderli. 6.5k members in the Parkinsons community. ), in alcuni casi ed all’inizio della loro comparsa sono limitati ad un arto di un solo lato, di modesta entità e non provocano causa di disabilità. Contenuto trovato all'interno – Pagina 232Nelle malattie progressive , quali il Parkinson , l'obiettivo è quello di rallentare l'ingravescenza della sintomatologia che compromette lo stato psicofisico del paziente . La triade sintomatologica ( rigidità , tremore e acinesia ) ... Nel momento in cui viene fatta una diagnosi formale, l'Istituto […] Questo circuito collega tra di loro vari nuclei del cervello e permette che le informazioni elaborate da quelle stesse strutture che compongono il circuito motorio, siano precise e ben formulate per . Un aiuto a questi problemi può arrivare dalla fisioterapia classica come da una rieducazione motoria ottenuta in vario modo. Un’altra caratteristica che li differenzia dalla levodopa è la maggior durata dell’emivita plasmatica, vale a dire del tempo di permanenza del farmaco nel sangue, infatti, la levodopa ha un’emivita di 1 ora e mezza, mentre i dopaminoagonisti hanno una emivita ben più lunga. La notizia arriva da uno studio che riaccende le speranze intorno a questa terribile malattia. La sclerosi multipla è tra le più frequenti cause di disabilità cronica nei giovani adulti e le conseguenze della malattia hanno un notevole impatto non solo sull’individuo, ma anche sulla sua famiglia e sulla società. Contenuto trovato all'interno – Pagina 25In altre parole , la melatonina assunta come integratore potrebbe rallentare il processo di invecchiamento e ... sono l'aterosclerosi ( l'occlusione delle arterie ) , l'enfisema , la cataratta , il morbo di Parkinson , il morbo di Lou ... Per raggiungerli si utilizza il metodo stereotassico, metodica che consiste nell’utilizzo di un atlante spaziale, che permette la precisa localizzazione del nucleo che si vuole raggiungere, e di una sonda sottilissima che va a posizionarsi con il suo terminale, la punta, proprio sulla struttura bersaglio: nel nostro caso nel nucleo subtalamico o nel pallido interno o nel talamo. Come Riconoscere i Sintomi del Morbo di Parkinson. Parkinson: quali sono gli stadi della malattia? Lamentano poi facile stanchezza, fatica e perdita generale di energia. L’utilizzo della musica come sorgente esterna a sostegno del movimento trova campo in Biodanza e Danzaterapia (tango in particolare). È frequente che i pazienti con Malattia di Parkinson riferiscano un calo del tono della voce con difficoltà nel modulare l’intonazione e la cadenza. Si chiamano Resolvine e possono frenare il processo neurodegenerativo. Bene anche la ginnastica attiva di gruppo, che può essere effettuata anche in un contesto di Musicoterapia Attiva con l’uso di strumenti musicali. Per questo motivo del tutto recentemente sono state trapiantate cellule mesencefaliche (dopaminergiche) prelevate dal cervello del maiale in alcuni parkinsoniani. Va sottolineato che anche la comparsa di questi sintomi non hanno nulla a che vedere con la terapia dopaminergica. Come l'assunzione di pillole, è ormai scientificamente accettato che debba essere fatta ogni giorno per produrre e mantenere i risultati. Non c’è nessun legame tra il BAV... Soffro di ansia e colon irritabile, l'omeopatia può essermi di aiuto per entrambi i problemi? Secondo un famoso studio ( Parkinson Outcomes Project ), i primi fattori che distruggono la qualità della vita di una persona con il Parkinson sono l'apatia e la depressione, e non tutti . Anche per questo disturbo esistono semplici regole d’igiene dell’alimentazione che tutti dovrebbero mettere in pratica e che potrebbero migliorare la deglutizione: innanzitutto occorre evitare cibi troppo duri oppure friabili e le doppie consistenze (come la minestra); risulta poi importante assumere una posizione corretta con la schiena ben appoggiata allo schienale della sedia e gli avambracci appoggiati al tavolo; infine occorre mangiare lentamente, assumendo piccoli bocconi ed evitando di parlare o distrarsi mentre si mangia. Per la sua prova di fase III, conosciuto come SURE-PD3, dal il gruppo guidato MGH ha iscritto 298 persone recentemente diagnosticate con la malattia del Parkinson precoce basata sulle scansioni . Contenuto trovato all'interno – Pagina 2286Terapie anti-amiloide Come risultato di una crescente comprensione dell'azione delle proteine e dei geni coinvolti ... per modificare e rallentare la progressione della malattia, dato che i farmaci d'elezione prima menzionati sono in ... Nella “fase on” il parkinsoniano è in grado di svolgere tutte le attività della vita quotidiana (vestirsi, mangiare, lavarsi, parlare, levarsi dal letto ecc.) Il morbo di Parkinson e la sclerosi multipla sono malattie neurodegenerative che colpiscono il cervello e il midollo spinale. L'antidepressivo da molto tempo potrebbe rallentare il Parkinson 2021-07-01 Gli scienziati della Michigan State University hanno ora le prime prove che un farmaco antidepressivo in circolazione da più di 50 anni potrebbe rallentare la progressione del Parkinson. Motivo per cui è necessario per questi soggetti adottare delle strategie e degli accorgimenti che . La malattia di Parkinson è la seconda malattia neurodegenerativa più comune negli Stati Uniti e colpisce almeno 500.000 persone. In un’altra Nazione, in Austria a Vienna, Hornykievicz stava facendo ricerche sul cervello dei soggetti parkinsoniani, e studiava in particolare il contenuto di alcune sostanze biochimiche delle regioni cerebrali tipicamente colpite dalla malattia. Le spiego i sintomi di mio padre. Il rallentamento delle funzioni cognitive 26. Molti malati chiedono infatti: “Se incomincio la cura subito, dopo qualche anno perde ogni efficacia e poi cosa si potrà fare? Il Morbo di Parkinson è una malattia complessa, delicata, che in Italia riguarda circa 400mila pazienti, ma che secondo alcuni arrivano anche a 600mila con i casi non riconosciuti come tali . Non si devono considerare le Contenuto trovato all'interno – Pagina 235... una possibile futura modalità terapeutica per prevenire o rallentare il corso del Parkinson umano . ... dell'attività eccitatoria di questi neuroni talamici verso la corteccia onde la sintomatologia clinica nota come parkinsonismo . Una preoccupazione frequente è rappresentata dal timore che l’efficacia della medicina, facciamo l’esempio della L-Dopa, vada a svanire nel tempo lungo, e questo perché si ritiene che l’organismo si abitui alla medicina in modo tale da non sentirne più l’effetto. È importante che il paziente riferisca subito al neurologo le difficoltà nella deglutizione per cercare insieme la migliore soluzione al problema. In condizioni ideali rasagilina e dopamino agonisti andrebbero privilegiati per poi introdurre a tempo debito, e senza aspettare eccessivamente, la levodopa. Stando così le cose, le ricerche attuali sono orientate a sviluppare colture di cellule dopaminergiche, che possano essere impiantate nel malato. Come si cura la malattia di Parkinson? Questa domanda è carica di una notevole componente affettiva: la speranza che la cura nuova possa essere risolutrice, o quantomeno sia più efficace e quindi più valida delle altre cure già note ed in uso. ◦ lisuride (Dopergin alle dosi di 0,2-0,5-1 mg ) Un team di studiosi del Rush University Medical Center, ha sviluppato un farmaco nasale, capace di rallentare l'infiammazione nel cervello e fermare la diffusione dell'alfa-sinucleina nei topi con malattia di Parkinson. Modificare il decorso di malattia rallentandone l’evoluzione è stato l’obiettivo di molti studi negli ultimi 20 anni. La stimolazione del nucleo, che viene effettuata tramite uno stimolatore esterno, posto sottocute nella porzione alta del torace (come il pace-maker cardiaco), determina il blocco funzionale del nucleo stesso e il risultato terapeutico. Fu così che per primo individuò il principale e caratteristico difetto biochimico della malattia: la notevole riduzione di dopamina a livello dello striato. Il primo ad essere commercializzato è stato la selegelina. Regolarità è meglio di quantità. Iscriviti gratuitamente. si ha l’hobby dell’orto o del cucito, evitare di stare con la schiena china per troppe ore. . uno specialista. Esistono dei programmi di aiuto e sostegno che possono essere offerti dai logopedisti nell’ambito di una riabilitazione mirata. Per ora, la condizione viene diagnosticata dai sintomi piuttosto che da specifici test di laboratorio. La levodopa viene metabolizzata in periferia da due enzimi le dopa decarbossilasi (DDC) e le catecol-O-metiltransferasi (COMT). La medicina più efficace è ancora la levodopa (Madopar o Sinemet). Contenuto trovato all'internoCure palliative, conosciute anche come cure di fine vita, erano consigliate quando le terapie o il trattamento medico ... Significava che il corpo della nonna non rispondeva più ai medicinali somministrati per rallentare il Parkinson. La stessa molecola impiegata al dosaggio di 2 mg al giorno non ha mostrato lo stesso risultato positivo. Nonostante queste osservazioni il dopaminoagonista risulterebbe il farmaco di prima scelta a cui aggiungere nel decorso della malattia, quando si osserva un peggioramento, la levodopa. Purtroppo questa attesa viene di solito ed almeno in parte non soddisfatta, in quanto fino ad oggi cure che siano in grado di fare regredire la malattia non esistono, cioè non esiste una terapia che faccia guarire. Codice Fiscale: 96391930581 I topolini avevano un comportamento simile a quello del soggetto parkinsoniano (siamo alla fine degli anni 50). Molto si può fare per favorire un approccio positivo e molti neurologi riferiscono che il deterioramento è spesso molto più lento in quelli che prendono un atteggiamento positivo e propositivo verso la loro condizione rispetto a coloro che non lo fanno.
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